LA TAVERNA DEI FUTURISTI

Maurizio Scudiero organizza, a Roma, nelle sale del MICRO (Movimento Internazionale Culturale Roma di via Monte Testaccio 34), delle Serate Futuriste. Un percorso tra arte e gastonomia, tra una mostra di pittori siciliani e la taverna dei futuristi.

 

Marcella Smocovich su Il Messaggero.it del 19 Marzo 2008

Confondere arte e realtà, scuotendo il pubblico con ogni mezzo provocatorio, in un viaggio immaginario tra gastronomia ed arte. Tutto in nome del futurismo. Le serate sono organizzate da Maurizio Scudiero, che soprattutto nei weekend presenta una sorpresa dietro l’altra, accompagnando così una mostra dei pittori siciliani Giulio D’anna, Pippo Rizzo, Tato, De Pero, Boccioni e Balla unica nel suo genere. Tutto è organizzato - fino al 21 ma si prevedono bis - nelle sale del Micro (Movimento Internazionale Culturale Roma di via di Monte Testaccio 34, tel. 0645494495; meglio prenotare) che ha anche aperto uno spazio gastronomico: “La taverna dei futuristi?.


I tavoli sono dipinti dai maggiori pittori di oggi, da Serge Uberti a Danilo Bucchi, da Giganti a Danilo Attardi. Non vi faranno mangiare chiodi in nome di Marinetti (presente la figlia Luce, che partecipa divertita alle serate futuriste), ma vi offriranno una polibibita dell’ingegner Barosi: “a vanvera?; poi un antipasto di miscugli siciliani del Fillia e le arancine del parolibero Mazza. Ancora, risotto all’alchechigio dell’aeropoeta Paolo Buzzi, fino alle sublimi mammelle siciliane al sole, dolcissime montagne di ricotta e canditi della pittrice futurista Marisa Mori.


E, ancora, performance, letture di testi futuristi, musica e danza, senza dimenticare l’esposizione di una serie di quadri (rari) dell’apporto storico culturale della Sicilia al movimento di avanguardia del XX secolo che ha dato le basi a molti dei cambiamenti avvenuti negli anni successivi. I futuristi, il cui movimento fu fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1905, esplorarono ogni forma artistica, dalla pittura alla scultura, la letteratura e la poesia, senza trascurare la musica, l’architettura, la danza e persino la gastronomia. Come si fa a Testaccio.

immagine: Macchie di vernice