Driiiinnnn…….
"Pronto"
"…A Grazia’…. Da paura!…. Sei stato un genio….!"
"Beh, Grazie e…."
"No, dico sul serio…. Che emozione!"
"Eh si… ci credo…"
"...certo che strizza, però… finché non hanno detto che non c’erano danni!"
"…era tutto sotto controllo, mi conosci…"
"Si, Grazià…. Infatti io lo dicevo…. Figuratevi se proprio lui fa male a un monumento del genere… però…!"
"Cosa però?! Se lo sapevi…"
"Sì…. Però…. Senti Grazia’, devo farti una domanda".
…Lo sapevo…. Anche lui….
"Dimmi".
"Insomma…. Ma perché l’hai fatto? Cioè…. È che …. Mica è chiaro! Voglio dire, è stato un gesto politico o artistico? No, perché io mica lo sapevo che disegnavi…. Cioè, si, mi ricordo al locale, i tuoi affreschi però mica pesavo fino a questo punto…. Insomma…. Politico o artistico? E poi ce l’hai col cinema in generale o Veltroni te sta proprio sul cazzo….?!"
….Ecco, di nuovo…. Di nuovo "perché?", di nuovo "è questo o quello....?"
Politica o Arte?
Ma insomma, perchè sempre o…. o….? Perché non può mai essere sia l’uno che l’altro? Perché? Questa volta ve lo chiedo io!
Sul muro del salotto dei miei è appeso da anni un quadro che ho dipinto quando avevo 12 anni… a 14 sono entrato in politica e negli ultimi 40 anni della mia vita, a fasi alterne, queste sono state le mie due più grandi passioni che mi hanno sempre accompagnato, sempre. E allora perché non può essere sia l’una che l’altra cosa? E tante, tante altre cose insieme…?
Ma è così difficile riuscire a spiegare… a concentrare tutto nei pochi minuti che ti concedono per rispondere alle interviste! E poi… anche il più bravo dei giornalisti finisce per stigmatizzare tutto. Definisce, cataloga e archivia tutto sotto categorie note e arcinote per spiegare e avvicinare ciò che è la tua vita a quella di centinaia di altre persone.
No, la mia vita non è mai stata fatta di una cosa o dell’altra… è stata e continua ad essere piena… piena di contraddizioni ma anche piena di coerenza… contraddizioni e coerenze che sono esplose pochi giorni prima del mio 54° compleanno…
Da più o meno 6 mesi lavoravo al Comune di Roma, presso l’ufficio di un Consigliere. Il mio ruolo? Ufficio Stampa. E passpartout per "gli anziani del partito".
In quel ruolo devo ammettere che, per un certo periodo, si è cercato di smuovere un po’ le acque… le conferenze stampa erano quasi all’ordine del giorno fino a quando non decidemmo di puntare su una notizia bomba….. o meglio un vero e proprio vaso di pandora stracolmo di merda!
Alla fine si decise di indire una mega conferenza stampa… lavorammo per giorni alla stesura di un documento che non lasciasse dubbi a nessuno dei giornalisti invitati che lì sotto c’era ciccia… roba seria, insomma, non il solito "Al lupo al lupo" dell’opposizione….
Non si trattava di sterile critica ma di Verità! Brutta, scomoda, puzzolente verità.
Il giorno della conferenza ci toccò, ahime, una brutta sorpresa: dei 20 e passa giornalisti invitati se ne presentarono si e no 7 o 8…
La notizia esce ma senza la carica e la forza che meritava e, nel giro di pochi giorni si sgonfia….
In quell’occasione non è stata tanto importante la notizia che si voleva far uscire… quella dopotutto era la solita merda di tutti i giorni… no, ciò che è stato fondamentale per me è stato rendermi perfettamente e lucidamente conto che, per veicolare una notizia non basta la sostanza …. serve dare qualcosa in più…. Dare emozione e cavalcare quell’emozione per dirottare direttamente dentro le coscienze di chi ascolta il messaggio che si vuole comunicare.
Oggi posso dire che in quei giorni stava prendendo corpo nella mia mente la necessità di fare qualcosa…. FARE qualcosa… che cosa ancora non lo sapevo. Ma sapevo che avrei tentato qualsiasi cosa per dimostrare a tutti che avevo ragione, che bisognava osare nella vita. E la vita per me è sempre stata colore, passione, politica, arte, storia, orgoglio….
Intanto continuavo come sempre a frequentare i ragazzi di Piazza Vescovio e, tra una chiacchiera e un’altra, un confronto e un altro, percepivo una strana insofferenza… una insofferenza molto più comune di quanto si voglia pensare.
Questo è sempre stato un mio timore…. Io che gli anni 70 li ho vissuti, eccome, ho sempre nutrito una certa apprensione nel rivederli affiorare in situazioni, contesti che, negli ultimi tempi, continuano a moltiplicarsi…
E così ho capito, ho capito che c’era bisogno di una scossa, di inventarsi qualcosa che potesse dar sfogo alle insofferenze dei giovani, che potesse dar voce ai più deboli, che piacesse ai media e che emozionasse i più ma, soprattutto, che facesse abbassare le penne ai galli e alle galline dello squallido cortile dei privilegiati…
Ma non potevo fare tutto da solo… sono arrogante, sì, ma sapevo di aver bisogno di confrontarmi con qualcuno… di proporre la mia idea ancora così acerba a qualcuno che comprendesse ciò che nemmeno io, ancora, sapevo spiegare…. Dovevo parlare di ciò che avevo in testa, perché sapevo che più ne avessi parlato, più l’idea avrebbe preso forma….
Così decisi di riunire, con la scusa di una cena tranquilla, alcune delle persone che negli ultimi tempi mi avevano dato più spunti di riflessione.
1 – 2 – 3 – 4 amici… ragazzi diversi tra loro che perfettamente si integravano. Ero certo che 1 avrebbe colto in pieno l’aspetto goliardico dell’idea (ma quale idea… dello "spirito" di una idea non ancora nata), 2 avrebbe apprezzato il lato politico, 3 avrebbe annusato me e le cose che avevo da dire, mentre 4 sapevo che avrebbe visto subito la "poesia" e l’arte di ciò che ne sarebbe potuto scaturire….
Lo so, nelle interviste ho sempre continuato a dire "eravamo 4 amici al bar" e così è stato….
Qualcuno ci avrebbe lasciato presto.
