Articolo di pagina 27 del Corriere della Sera, 22 ottobre 2007
IL SOSPETTO TINTORE
«Gli somiglio soltanto. E poi non sono futurista»
ROMA - «A me veramente hanno notificato solo un atto nel quale c’ è scritto che io assomiglio molto al tipo che ha colorato la fontana. Sì, è vero, gli somiglio. Ma mica sono io. E poi a me più che la fontana di Trevi mi piace quella delle Tartarughe...». Graziano Cecchini è di buon umore. Risponde al telefono in continuazione.
Anzi, solo a qualcuno. «Sabato sera la Digos mi è venuta a prendere a casa - aggiunge il sospetto "tintore" della fontana del Bernini -, un funzionario mi ha mostrato le foto, anche quelle vostre del Corriere, mi ha detto: e allora? E allora non sono io. Gli somiglio vagamente».

Cecchini, ex di Forza Nuova, negli anni Settanta è stato uno dei responsabili dei «volontari nazionali», il servizio d’ ordine del Msi, guidato da Giorgio Almirante. Molto tempo più tardi, nel Duemila, si è avvicinato al movimento di Roberto Fiore. Poi è diventato portavoce dell’ Associazione Fratelli Mattei.
«Il 19 aprile scorso, tre giorni dopo l’ inaugurazione della nuova sede, lo abbiamo allontanato per manifesta incompatibilità politica», precisa Giampaolo Mattei, fratello di Stefano e Virgilio uccisi nel ’ 73 nel rogo di Primavalle appiccato da estremisti di sinistra. Qualche giorno più tardi sulle saracinesche dell’ associazione comparvero stelle a cinque punte firmate «Brigata Tanas» e un messaggio proprio per Cecchini: «Attento, ancora fischia il vento».
Da qualche mese l’ uomo oggi indagato dalla procura lavora come collaboratore saltuario per il consigliere comunale di An, Marco Visconti, che ieri ha spiegato: «Si occupa della rassegna stampa. Non posso dirmi altro che amareggiato. Così facendo Graziano ha arrecato un grave danno di immagine a chi da sempre lavora al servizio dei cittadini. Una grave ferita a me e al partito».
«Mi dispiace di averlo messo in difficoltà», gli ha risposto Cecchini. «Ma ripeto: io non c’ entro - prosegue -, non sono io neanche quello dell’ intervista pubblicata su un quotidiano. E poi non sono futurista. Sono surrealista. Dipingo quadri surrealisti da 30 anni. Ma ora voglio sapere chi ha messo in giro il mio nome, creandomi problemi con i miei familiari. Andrò fino in fondo. Certo però che colorare la fontana è stato un bel gesto di hackeraggio mediatico, e non di vandalismo. Mi dispiace per Veltroni».
