Articolo di tiscali.notizie del 18 gennaio 2008
Graziano Cecchini: "A Parigi la prossima opera"
Si muove come Diabolik, non per rubare ma per stupire. Ci riesce bene. Smascherato e con faccia tosta rivela la sua prossima mossa: "Parigi, il luogo del delitto artistico". L'opera è top secret. Per chi non l'avesse ancora capito è Graziano Cecchini, 54 anni, a raccontarsi e a raccontare le sue imprese. E' diventato famoso per i suoi gesti eclatanti: colorando di rosso la Fontana di Trevi e lanciando 500mila palle colorate dalla scalinata di Trinità dei Monti verso Piazza di Spagna. Bene o male, ha sbalordito comunque. "Io sono stato arrestato e trattato come un delinquente, la Lady (Sandra Mastella ndr) è agli arresti domiciliari", dice Cecchini puntando il dito contro la magistratura. Lui che agisce, scappa e tutti lo rincorrono per far chiarezza sui suoi gesti bizzarri. E lui ci sta. Fiumane di parole escono dalla sua bocca e parlare con l'esplosivo artista "futurista", così si definisce, è piacevole perché anche se ha la terza media, come tiene a precisare, è una "Treccani aperta". Difficile coglierlo in fallo e a qualsiasi domanda gli si ponga si riceve una vera e propria lezione. A partire dagli Etruschi. E non a caso si trovava a Cerveteri e durante l'intervista al telefono azzardava: "Sono qui per scoprire tutto su l'Etruscologia. Invece mi trovo in una fogna e con un Soprintendente che non capisce un c...o". Prego? "Ok. Scriva pure pene. L'importante è rendere l'idea".
Chi era Graziano Cecchini prima di salire alla ribalta con questi gesti?
"Ero un mastro di cantiere come il Brunelleschi, nessun bottega al seguito: pura passione e tanto amore per l'arte. Per il sapere. Sono stato un consulente che si occupava della commercializzazione di preziosi. Poi ho sfasciato tutto. Ora sono così: presuntuoso e arrogante. Ma vorrei precisare: le mie sono performance artistiche a tutto tondo. Grazie".
Ha esordito colorando di rosso la fontana di Trevi, poi con le palle a Piazza di Spagna. Una tattica per diventare un fenomeno mediatico e una fabbrica di soldi?
"Lei vorrebbe diventare Montanelli? Anche gli artisti devono mangiare. Io non so quanto valgo, ma ho bisogno di campare. Una precisazione: i giornali mondiali aprono con la mia opera a Piazza Spagna, non con la vicenda politica di Clemente Mastella. La nostra politica è malata. La causa sono i politicanti. Hanno rotto. I greci dicevano: la politica è la virtù del fare, l'arte del fare".
Lei dice di aver programmato tutto, ma non poteva valutare l'entità delle sue opere. Allora perché ha scelto un luogo frequentatissimo come la più famosa piazza di Roma?
"Le faccio un paragone. Se un giornalista scrive per il Corriere della Sera sicuramente ha più possibilità di diventare famoso. Ecco, io ho fatto lo stesso. Ho scelto Roma la città più ricca di monumenti e di storia. Non è stato un caso".
Chi le ha dato 20 mila euro per acquistare le palline colorate gettate dalla scalinata di Trinità dei Monti?
"Mi hanno sponsorizzato www.zig.it e Cronaca qui Torino, un editore. Io però non c'entro nulla con la vendita delle palle su eBay".
Dica la verità: qualcuno dirige le sue mosse?
"Assolutamente nessuno. Mio intuito. Vincente".
Ma dove vuole arrivare?
"E chi lo sa. Sulla Luna".
E la sua famiglia cosa pensa delle sue azioni?
"Le mie figlie non criticano ma neanche condividono. Resto comunque il padre. Loro vogliono vivere una vita più serena della mia".
Per lei vale la formula di Mago Merlino: "Per alcuni sono un sogno. Per altri un incubo". Una risposta ad entrambi?
"Ai primi dico di essere contento perchè sono riuscito a farli sognare. Ai secondi, invece, benvengano gli incubi. L'importante è che si parli di me"
Ma lei che studi ha fatto?
"No. Ho la terza media e sono orgogliosamente figlio di un operaio. Se avessi un mio stemma sarebbe sicuramente un cappello da muratore e un martello. Mi piace studiare tutto di tutti. Mi aggiorno".
Sulla Rete si legge che lei è un artista futurista. E politicamente a chi è vicino?
"Già, sono un futurista all'avanguardia e mi proclamo spudoratamente un fascista e non me ne vergogno affatto. Basta esserlo nella maniera giusta e corretta. Io ho amici ebrei e odio le leggi razziali".
Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia: chi lo scrive ?
"Filippo Tommaso Marinetti" (senza esitare, il padre dei futuristi, ndr).
Sgarbi le ha fatto i complimenti. Cosa pensa del turpiloquio esagerato del critico d'arte in tv?
"E' un grande. A volte esagera. Ma la sua è pura rabbia. Contro le cose che vanno a rotoli. Ora le dico che siamo andati a vedere la mostra Vade retro. Arte e omosessualità. Da von Gloeden a Pierre Gilles. Qualcuno mi ha chiesto se fossi scandalizzato. Ho risposto che mi fanno più senso certe fiction, la precarietà, le leggi che non funzionano. Il nudo non mi crea problemi, altrimenti bisognerebbe chiudere la cappella Sistina. E pure Pompei. Allora bisogna castrare tutte le opere antiche. Per questo il futurismo è contro le accademie. Lui mi ha detto che sono migliore di tanti artisti professionisti. Secondo lui con l'opera di Piazza di Spagna ho riunito movimento, suono e rumore in un solo gesto: le caratteristiche del futurismo".
Secondo lei la tv è diventata un serbatoio di spazzatura?
"La televisione è come un elettrodomestico. Bisogna saperla usare. Oppure è come un martello. Se te lo tirano in testa non è utile e ti fa male, come utensile invece serve".
E verò che andrà in Birmania?
"Si. Partirò per raccogliere materiale sulla comunità Karen tragicamente presa tra i due fuochi del regime militare e dai padrini del narcotraffico"
La sua prossima mossa?
(Sorride, ndr) "Parigi. L'opera d'arte è top secret".
