ANNO XCIX, XIX di ottobre

C’è un uomo, sulla fontana, che indossa un cappellino e degli occhiali scuri. Ha le braccia perpendicolari al resto corpo, piegate a sollevare una busta. Bianca, trasparente da far intravedere del rosso, dentro.
Lo vedo, l’uomo, dall’obiettivo della macchina fotografica di un giapponese: sto per scattare una foto di cortesia. Quando si accende il flash, l’uomo svuota la sua busta. E’ una piccola cascata rossa nella fontana: la busta rimane bianca trasparente; l’acqua di Trevi diventa rossa.
 

Inseguimento

Invece della macchina fotografica, al giapponese restituisco il mio pass della Festa del Cinema. Non me ne accorgo, ma le mie gambe già mulinano veloci: non sono un ladro, rincorro solo uno stronzo. Abbatto un paio di ragazzini, qualche famiglia e un doppiopetto: inseguo lo stronzo senza sentire il fiatone. Non sono veloce, ma devo essere più giovane: mi avvicino. I vicoli sono affollati e i ciottoli della strada lisci, resi ancor più scivolosi dall’umidità che è scesa, oggi, su Roma. Lo stronzo mette male la caviglia a terra e inciampa: gli sono addosso prima che si rialzi. Lo prendo per il giubbino, da dietro, e lo alzo da terra. Sono più alto di lui, e pure più grosso. Bene, penso.
 

- Dove cazzo vai, dove cazzo fuggi? Stronzo! Coglione!
 

Capata

Non mi risponde, ma si gira e mi tira una capata. Sul naso: sangue. Mi lascia con le mani in faccia e scappa. Ma, dopo dieci passi, si ferma e torna da me.
 

- Te sei fatto morto male? E non te preoccupà ca fontana non se rovina.
 

Alzo leggermente il collo e mi stringo le narici con una mano. Lui, lo stronzo, si toglie il cappello e gli occhiali, e li butta in un cestino dell’immondizia. Si toglie il giubbino e lo indossa alla rovescia.
 

- Nnamo ar bar che te offro n’caffè
 

Al bar mi dice che si chiama Graziano Cecchini, e che fa parte di Azione Futurista. Io sono riuscito a fermare il sangue dal naso, ma mi sono sporcato. Proprio sotto gli occhi: piango sangue, sembra.

 

A rossotrevi

Lo stronzo che è diventato Graziano mi prende sotto braccio e mi porta fuori dal locale. Si accende una sigaretta e mi chiede scusa per la capata.
 

- Nnamo alla fontana che ce famo na foto
 

Penetriamo tra la folla di turisti e vigili ubani. Ci sono anche una decina di carabinieri, e la polizia. C’è pure la polizia.
 

- Mancano solo i vigili der foco - dice Graziano
- Però...è veramente bellissima, rossa.
- Dev’essere un genio chi l’ha fatta
- Ma perchè rossa, poi? Non è che, come me, tu...
- gli dico alzando il pugno.
- Assolutamente NO la mia storia parla chiaro
 

Prendo il telefonino e scatto una foto alla fontana rossotrevi. La seleziono dal menù e scrivo un MMS a un mio amico. Un mio compagno.
 

“NON CI CREDERAI, MA HO VISTO LA MADONNINA DI CIVITAVECCHIA ALLA FONTANA DI TREVI".

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immagine: Macchie di vernice